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Il parto indolore
Sono ormai quasi cent’anni che si cerca di alleviare il dolore del parto con diversi sistemi risultati nel tempo più o meno efficaci. Attualmente i metodi per ridurre il dolore del travaglio sono farmacologici oppure attraverso tecniche di rilassamento ed ipnosi. I sistemi farmacologici sono sostanzialmente tre: analgesia epidurale, uso di oppiacei per via endovenosa e la respirazione di protossido d’azoto attraverso un sistema nasale. Quest’ultimo sistema è poco applicato, è disponibile in alcuni paesi anglosassoni ma in Italia non è praticata in nessun centro e risulta meno efficace rispetto all’epidurale. L’uso di oppiacei in vena è un sistema efficace ma può coprire solo una parte del travaglio per non rischiare di avere effetti sul bambino (depressione respiratoria in particolare) per cui viene sospesa la somministrazione a metà della fase dilatativa. L’ epidurale è invece ormai universalmente riconosciuta come la miglior tecnica per il controllo del dolore durante il parto. Storicamente ha un'origine che risale ad oltre un secolo fa. Negli ultimi 20 anni ha avuto un notevole incremento nel mondo occidentale grazie allo sviluppo tecnologico dei materiali che ha consentito di avere a disposizione cateterini sempre più sottili, aghi sempre meno traumatici ed allo sviluppo scientifico dei farmaci che ha permesso di ottenere molecole sempre più maneggevoli e sicure. In questo modo a tutt’oggi l’epidurale è la tecnica di analgesia del parto più praticata nel mondo, con punte del 60% tra le donne dei paesi anglosassoni. In Italia invece attualmente solo il 3% delle donne che devono partorire (media nazionale) ha la possibilità di accedere ad un servizio di analgesia in travaglio di parto. Questo ritardo nella diffusione dell’analgesia nel nostro paese ha una serie di motivazioni mediche e non che speriamo vengano col tempo superate e consentire così una maggiore diffusione di quella che riteniamo essere una tecnica sicura ed efficace per il controllo del dolore del travaglio.
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