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Incontinenza da urgenza

a cura di: dr.ssa Alessandra Graziottin

Che cos'è l'incontinenza urinaria?
C'è una funzione complessa e preziosa, della quale non ci rendiamo conto finché qualcosa non funziona: la continenza urinaria. Termine che definisce la "capacità di posporre la minzione, ossia l'atto di svuotare volontariamente la vescica, in luoghi e tempi socialmente appropriati"... in genere, nella toilette. Quando il delicato meccanismo che regola questa fondamentale capacità s'incrina, compare l'incontinenza, ossia la perdita involontaria di urina, in luoghi e tempi non appropriati

È possibile individuare vari tipi di incontinenza urinaria?
Per le caratteristiche con cui si manifesta, l'incontinenza può essere:

  • di "urgenza", quando la donna non riesce a controllare lo stimolo, imperioso e improcrastinabile, fino alla perdita di urina;
  • "da sforzo" (uno starnuto, un colpo di tosse, un saltello, una risata, il portare dei pesi) in cui l'aumento improvviso della pressione addominale supera la capacità di tenuta dello sfintere, ossia del "rubinetto" che tiene chiusa l'uretra, provocando la perdita di urina;
  • "mista", quando l'incontinenza ha caratteristiche sia da urgenza, sia da sforzo.

Che cos'è la vescica?
L'organo critico della continenza urinaria è la vescica: possiamo considerarla come un serbatoio muscolare in cui, attraverso due sottili condottini chiamati ureteri, viene raccolta l'urina prodotta dai reni.

Come funziona la vescica?
Con l'arrivo dell'urina la vescica si dilata progressivamente, dando periodicamente dei segnali (lo "stimolo") che usualmente possiamo posporre finché il riempimento non diventi eccessivo o non sia troppo rapido (per esempio, quando al mattino si beve un litro d'acqua tutto insieme).
Affinché il serbatoio vescicale si possa riempire e svuotare a piacimento è necessaria la presenza di una struttura che si comporti come un rubinetto: tale struttura è rappresentata dal collo vescicale in cui un complesso apparato muscolare permette od ostacola il passaggio dell'urina nell'uretra.
Quest'ultima è un tubicino che mette in comunicazione la vescica con l'esterno. Nelle donne l'uretra è lunga dai 3 ai 5 cm circa, ed è posta davanti alla vagina. Lo svuotamento della vescica in condizioni normali è un atto volontario: per effetto dei collegamenti nervosi tra cervello e vescica la donna avverte che questa è piena e con un comando cosciente provoca la contrazione della parete muscolare vescicale (muscolo detrusore della vescica) e il contemporaneo rilasciamento dei muscoli del collo vescicale: questa danza di contrazione della parete vescicale e di rilassamento dello sfintere uretrale (con apertura del "rubinetto") consente l'espulsione dell'urina.

Come cambia lo svuotamento della vescica in condizioni di incontinenza da urgenza?
La condizione che favorisce l'incontinenza da urgenza è la cosiddetta Vescica Iperattiva, quando, per effetto di una automatica e involontaria contrazione della parete vescicale, la pressione dell'urina all'interno di quest'organo supera la forza dei meccanismi di chiusura dello sfintere.
La "vescica iperattiva" è caratterizzata da alcuni sintomi, che possono comparire singolarmente o essere associati tra loro:

  • improvvisa ed incontrollabile impellenza di urinare ("urgenza");
  • necessità di urinare più di 8 volte durante il giorno o più di 1-2 volte durante la notte ("frequenza minzionale o pollachiuria");
  • eventuale improvvisa e involontaria perdita di urina (incontinenza da urgenza).

Quali sono le cause più frequenti dell'incontinenza da urgenza?
I fattori che maggiormente espongono al rischio di sviluppare incontinenza urinaria e vescica iperattiva sono:

  • sovrappeso corporeo;
  • numero delle gravidanze;
  • infezioni urinarie ricorrenti;
  • asportazione chirurgica dell'utero;
  • malattie neurologiche.

Quante sono le donne che lamentano l'incontinenza in Italia?
Una recente indagine condotta dall'Istituto Mario Negri di Milano ha evidenziato che in Italia l'11,4% delle donne con età superiore ai 40 anni lamenta incontinenza urinaria. Altri studi internazionali parlano di una prevalenza del 23.6%.
Purtroppo per molte donne ammettere di avere questo disturbo è ancora un tabù: solo il 20% delle donne con incontinenza urinaria chiede aiuto al proprio Medico, preferendo chiudersi in casa e limitarsi in ogni attività.

Perché l'incontinenza urinaria è ancora un tabù?
Il termine "tabù" è stato introdotto in Europa nel 1777 dall'esploratore inglese James Cook. Si tratta di un'espressione polinesiana che indica il divieto di toccare o nominare ciò che è sacro o impuro. In questo caso, l'urina, appunto.
In termini generali, la continenza indica la capacità una persona di controllare le pulsioni (sessuali, istintive, fisiche), all'opposto, simbolicamente, l'incontinenza rappresenta l'incapacità del dominio di sé mentale e fisico.
Nella cultura occidentale l'urina è considerata una cosa sporca, impura, il cui contatto va a ledere la sacralità del corpo integro, in un'età in cui ciò non dovrebbe più succedere. La violazione di questo tabù comporta pertanto non solo una condanna morale, ma anche il rischio di un rifiuto sociale.
Nella nostra società l'incapacità di controllare la minzione si associa ad un giudizio morale negativo perché infrange il tabù del controllo degli istinti e della pulizia. Ecco perché è così difficile parlarne e perché questo disturbo si associa a una diminuzione dell'autostima che può portare alla depressione e riduce la motivazione alla cura di sé.

Perché alcuni bambini continuano a fare la pipì a letto?
Si tratta di episodi che forse passeranno con la pubertà, ma non bisogna sottovalutare questi sintomi, soprattutto per il benessere psichico dei figli.
È possibile che soffrano di enuresi (perdita di urina involonaria durante la notte) associata a sintomi diurni come la vescica iperattiva. In questi casi è necessario rivolgersi a un pediatra con specializzazione in nefrologia o urologia.

Come influisce l'incontinenza da urgenza sulla sessualità femminile?
Tutte e tre le componenti della sessualità femminile - l'identità sessuale, la funzione sessuale, la relazione di coppia - possono essere disturbate dall'incontinenza da urgenza:

  • L'identità sessuale, infatti, viene messa in discussione dalla presenza di odore urinoso, una delle sensazioni più fastidiose presenti nello scenario percettivo olfattivo, che si contrappone "al profumo di donna" a sua volta dipendente dagli ormoni sessuali (estrogeni ed androgeni). Il fatto che una donna sia bagnata, non perché eccitata sessualmente, ma per la perdita di urina, e che si senta "sporca" e non più desiderabile, provoca una perdita di autostima. Pesa sulla femminilità anche il dover cambiare lo stile del vestiario (non più colori chiari o sgargianti, non più vestiti attillati, perché bisogna nascondere il pannolone e il rischio di macchie visibili) e questo va a discapito della propria sensualità.

  • La funzione sessuale può esser disturbata soprattutto al momento dell'orgasmo, perché quest'ultimo si associa ad un abbassamento del controllo (il piacere per definizione comporta una riduzione del controllo). Infatti nel momento in cui la donna ha il massimo abbandono, l'iperattività vescicale impone la sua forza e può dar luogo a una perdita di urina, che si verifica in circa un terzo delle donne con vescica iperattiva. La conseguenza di ciò è che 2/3 delle donne che hanno questa esperienza non vogliono più avere un'intimità sessuale. Secondariamente a questo evento si ha un impatto negativo indiretto sull'eccitazione e sul desiderio. In questo modo tutto il circuito può andare incontro ad una progressiva riduzione motivazionale con possibili ripercussioni negative sulla relazione di coppia.

  • La relazione di coppia può risentirne perché la donna tende ad evitare i rapporti, perché è più controllata e tende a lasciarsi andare meno (per la paura di perdere urina all'orgasmo) sia perché le insicurezze sulla femminilità e sulla stessa risposta sessuale possono avere un effetto inibente anche sul suo modo di vivere la relazione di coppia.

La possibile perdita di liquido dall'uretra durante orgasmi intensi è "l'eiaculazione femminile" o l'incontinenza?
L'eiaculazione femminile è caratterizzata da una quantità modesta di liquido (si va da poche gocce a 1-2 cucchiaini da thè), mentre la perdita di urina è in genere più abbondante.
È associata ad un piacere orgasmico molto forte.
A differenza dell'incontinenza, la storia clinica non mette in luce nessun elemento anamnestico di urgenza e/o di incontinenza urinaria.
Infine, un eventuale esame urodinamico evidenzia una vescica perfettamente continente nel primo caso, instabile in caso di incontinenza.

È possibile curare la vescica iperattiva e l'incontinenza da urgenza?
Sì. È importante rivolgersi al proprio medico, innanzitutto per una diagnosi corretta e perché oggi esistono farmaci in grado di curare efficacemente questo problema. Due, in particolare: l'ossibutinina e la tolterodina che hanno un'efficacia sovrapponibile, ma la tolterodina ha una maggiore soddisfazione d'uso ("compliance") perché dà pochi e modesti effetti collaterali, grazie alla maggiore selettività di azione.
La diagnosi precoce consente anche di rimuovere i cofattori di patologia che, persistendo, contribuirebbero invece a cronicizzare il problema. L'importante è non farsi bloccare da paura e vergogna e chiedere invece aiuto al proprio medico perché la cura c'è ed è efficace.

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Copyright | Credits Ultimo aggiornamento: 02/10/2008 Tutti i diritti riservati