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Una scelta alternativa per affrontare naturalmente e serenamente la menopausa.

a cura della Redazione di www.theramex.it

La soia (Glicine maxima) è una pianta annuale della famiglia delle leguminose. I suoi semi oleaginosi, oltre ad essere particolarmente ricchi di proteine di elevata qualità con un bassissimo apporto di grassi saturi, possiedono numerose proprietà benefiche per l'uomo.
Di origine asiatica, ove viene impiegata nell'alimentazione umana da ben tre millenni sotto forma di prodotti tradizionali, la coltivazione della soia si è sviluppata in America (Stati Uniti, Brasile, Argentina) ed in epoca più recente in Europa.
Con un rendimento medio di trenta quintali per ettaro, la soia, che grazie a delle vistose nodosità presenti a livello delle sue radici capta l'azoto dell'aria, rappresenta una pianta ideale nelle rotazioni
della produzione cerealicola e ciò la rende una vera pianta ecologica.

Quando la donna si avvicina al momento della menopausa (perimenopausa) la produzione di ormoni femminili, estrogeni e progesterone, si riduce progressivamente. Ciò provoca disagi più o meno intensi come vampate di calore, sudorazioni notturne, formicolii e disturbi nervosi (irritabilità, cambiamenti repentini di umore ecc.) che possono essere molto fastidiosi e spesso difficili da sopportare durante la vita quotidiana. Studi epidemiologici hanno messo in evidenza che le donne asiatiche, grazie alla loro alimentazione particolarmente ricca di soia, sono meno colpite da tali disturbi (18% contro il 70-80% delle donne europee).
Responsabili di questi effetti benefici sono alcuni fitoestrogeni, gli isoflavoni, contenuti in abbondanza nella soia.

Che cosa sono i fitoestrogeni?
I fitoestrogeni sono composti di origine vegetale presenti in circa 300 piante. Per definizione sono molecole dotate di azione estrogenica, anche se molto meno potente - compresa tra un millesimo ed un decimillesimo (1/1000 - 1/10.000) di quella dell'estradiolo, il principale ormone estrogeno femminile.

Quali sono i fitoestrogeni più importanti ?
Tra le quattro principali classi di fitoestrogeni solo gli isoflavoni ed i lignani sono dotati di dimostrata attività biologica nell'uomo, gli altri sono attivi solo negli animali.

Principali classi di fitoestrogeni

  • ISOFLAVONI
  • LIGNANI
  • CUMESTANI
  • LATTONI

Le concentrazioni dei fitoestrogeni nelle piante e negli alimenti sono costanti?
NO, sono molto variabili perché dipendono dalle condizioni della pianta stessa e dalla lavorazione a cui vengono sottoposti gli alimenti. Prendiamo i cibi a base di soia, per esempio: il mercato propone una grande varietà, privilegiando in genere gli alimenti ricchi in isoflavoni, ma esistono anche prodotti lavorati in modo tale da eliminare ogni traccia di fitoestrogeni. È quindi molto difficile, praticamente impossibile, determinare l'esatto quantitativo di fitoestrogeni presenti nella propria dieta alimentare.

Perché gli isoflavoni sono utili nella donna in menopausa?
Perché rispetto agli altri fitoestrogeni sono dotati di attività estrogenica più elevata. Sebbene con minore affinità, essi si legano al recettore degli estrogeni, formando un complesso recettoriale che funziona in modo simile. Molte delle salutari proprietà degli isoflavoni sono ascrivibili alla debole azione estrogenica di genisteina e daidzeina, i due isoflavoni più importanti, e alla loro interazione con i recettori per gli estrogeni distribuiti in tutto l'organismo. La genisteina ha un'attività estrogenica 7 volte superiore a quella della daidzeina. La gliciteina, un altro isoflavone, è praticamente inattiva.

Dove si trovano gli isoflavoni?
La fonte più ricca sono i semi di soia. Si trovano anche in alcuni legumi, nei semi di lino ed in alcune graminacee. I fagioli e gli alimenti di soia ne contengono circa 13 mg/g. Gli alimenti di soia tradizionali forniscono circa 30 mg di isoflavoni per porzione.

Esiste una proporzione naturale costante tra i diversi isoflavoni?
SI. In genere, nel seme di soia la genisteina è l'isoflavone maggiormente presente, circa il 70%, seguito dalla daidzeina (25%) e da altri isoflavoni (per es. gliciteina) (5%).

Gli isoflavoni presenti nelle piante possono essere utilizzati dall'organismo così come si presentano?
NO. Gli isoflavoni presenti in natura nel momento in cui entrano nel sistema digerente subiscono una serie di trasformazioni che li rendono utilizzabili dall'organismo: diventano cioè biodisponibili. Si tratta di un passaggio di fondamentale importanza poiché i composti attivi non sono quelli presenti nelle piante, ma i relativi metaboliti, cioè le molecole che vengono prodotte dal nostro organismo partendo dal precursore vegetale. In natura gran parte dei fitoestrogeni sono legati ad una molecola di zucchero, formando i cosiddetti glucosidi inattivi (gliconi). Solo quando lo zucchero viene eliminato, attraverso l'azione litica della flora batterica presente nell'intestino, i composti (agliconi) acquistano tutte le caratteristiche nutrizionali che li contraddistinguono.

Ci sono dei fattori o dei farmaci che possono modificare il metabolismo degli isoflavoni nel nostro corpo?
SI. Ad esempio i pasti molto ricchi in fibre possono diminuire l'assorbimento intestinale di isoflavoni. Anche l'uso prolungato di antibiotici, modificando la flora intestinale, può ridurre la disponibilità degli isoflavoni. È utile, comunque, ricordare che l'attività biologica dei fitoestrogeni può essere condizionata da fattori individuali: per esempio il proprio stato di salute generale, i cibi mangiati, i farmaci assunti, la quantità di ormoni presenti nel sangue nel momento dell'assunzione, ecc.

Gli enzimi della flora intestinele liberano gli isoflavoni degli zuccheri (idrolisi), permettendone così l'assorbimento ed il passaggio nel sangue.

Gli isoflavoni di soia rappresentano un'alternativa alla terapia ormonale sostitutiva in menopausa?
L'ormonoterapia sostitutiva praticata da molti anni rimane il trattamento ideale della menopausa. Tuttavia per svariati motivi che possono essere controindicazioni evidenti agli estrogeni o difficoltà di accettazione da parte della donna sorge la necessità di una valida alternativa agli estrogeni di sintesi. I risultati preliminari di numerosi studi clinici in corso permettono di considerare gli isoflavoni di soia un'opzione alternativa o complementare efficace, benefica e sicura per i tipici disturbi della menopausa, a patto che siano di origine controllata e di elevata qualità di estrazione in modo da mantenere intatte le proprietà originarie. Per quanto riguarda altri supposti effetti preventivi degli isoflavoni di soia su osteoporosi, rischio di malattie cardiache e cancro, di cui si parla e si scrive molto in questi ultimi anni, numerosi studi sono in corso e molti altri dovranno essere condotti e conclusi prima di poter dare una risposta seria e responsabile.

Esistono prove sufficienti per affermare che gli isoflavoni sono efficaci contro le vampate di calore ed altri sintomi tipici della menopausa, come le sudorazioni notturne?
SI. Esistono alcuni studi importanti che hanno dimostrato la progressiva riduzione delle vampate e delle sudorazioni. Naturalmente per salvaguardare l'attendibilità e la serietà dei risultati questi studi sono stati condotti con estratti di soia verificati secondo gli standard più moderni o con regimi dietetici rigorosi, arricchiti in soia di qualità garantita, a concentrazioni costanti. In genere i risultati sono apprezzabili in modo più evidente dopo la seconda settimana di assunzione.

Gli isoflavoni di soia hanno effetti collaterali?
In base alle attuali conoscenze la risposta è NO.
E' doveroso a questo proposito porre in risalto la tollerabilità degli isoflavoni di soia, a meno che compaiano o siano note un'intolleranza o un'allergia alla soia che, comunque, si manifestano in casi molto rari.

È possibile eliminare o ridurre i sintomi della menopausa semplicemente introducendo nella dieta alimenti ricchi in fitoestrogeni?
Il quadro che emerge dalle ricerche sinora portate a termine è ancora incompleto e non permette di trarre alcuna conclusione certa. In alcuni studi l'impiego di alimenti a base di soia ha funzionato, in altri no.

Quanta soia è necessario assumere ogni giorno per raggiungere un livello di efficacia sufficiente?
Non è facile stabilire una dose raccomandata specifica. Per conferire protezione nei confronti delle vampate di calore sono state utilizzate dosi di 45-90 mg di isoflavoni della soia, che significano circa 2-3 porzioni di cibi a base di soia al giorno. Buone fonti di isoflavoni includono la soia, la farina di soia, le proteine di soia isolate, il tempeth (tipico cibo indonesiano preparato cuocendo a vapore la soia) ed il miso (cibo fermentato ottenuto dalla soia, talvolta arricchito anche con orzo o riso). Il contenuto di isoflavoni di soia del latte di soia può variare parecchio. La salsa di soia e l'olio di soia sono invece privi di isoflavoni.

Quali vantaggi offrono gli integratori a base di isoflavoni di soia rispetto ad una dieta ricca di alimenti a base di soia?
Gli integratori di isoflavoni, quando di buona qualità, consentono una maggiore precisione del dosaggio che si rispecchia in una maggiore costanza dell'effetto atteso. Inoltre consentono di assumere la dose giornaliera raccomandata dalla letteratura senza la necessità tassativa di consumare alimenti ricchi di soia che non a tutti gli occidentali piacciono o che non sempre, comunque, possono essere a disposizione.

Gli integratori a base di isoflavoni di soia reperibili in commercio sono tutti uguali?
NO. L'offerta globale a disposizione della donna è molto varia e può talvolta confondere nel momento della scelta. Insieme a prodotti di elevata qualità, si possono trovare prodotti non regolamentati e/o di basso livello tecnologico, prodotti che esagerano nelle promesse e via dicendo.

IN ITALIA, GLI INTEGRATORI A BASE DI ISOFLAVONI DI SOIA SONO VENDUTI IN FARMACIA ED IN ALTRI CANALI, COME ALIMENTI O COME "INTEGRATORI ALIMENTARI" , QUINDI IN ASSENZA DI RICETTA MEDICA. SE SI INTENDE UTILIZZARLI, PERÒ, È BENE NON RINUNCIARE ALMENO PER LA SCELTA INIZIALE DEL TIPO DI PRODOTTO, AL CONSIGLIO DEL PROPRIO GINECOLOGO. OLTRE TUTTO MOLTI SPECIALISTI STANNO OGGI PRENDENDO IN SERIA CONSIDERAZIONE ANCHE QUESTE SOLUZIONI ALTERNATIVE E CONOSCONO, QUINDI, I PRODOTTI PIÙ VALIDI.

Perché è importante leggere quanto riportato sulla confezione e il foglietto di istruzioni all'uso?
Già il fatto di trovare un foglietto di istruzioni all'uso, che per questi prodotti non è obbligatorio, depone per una certa serietà del produttore. Molti prodotti commercializzati parlano di generici estratti di soia o di isoflavoni senza specificare che tipo di isoflavoni contengono; in realtà presentano un rapporto genisteina/daidzeina diverso da quello presente in natura; inoltre taluni contengono isoflavoni meno attivi, come la gliciteina.
In commercio, negli ultimi anni sono comparsi i primi prodotti "standardizzati": sull'etichetta, cioè compaiono informazioni relative alle dosi di fitoestrogeni (e di altri eventuali componenti) contenuti nel prodotto, lo stesso requisito che si chiede ad un prodotto farmaceutico prima di entrare in commercio.

 

PER SAPERNE DI PIÙ
Campagnoli C, Terapie ormonali ed altro. Come affrontare al meglio il climaterio e la menopausa. - Centro Scientifico Editore, 2° ed, 1997
Corletto F, Menopausa e terapie naturali - Tecniche Nuove, Milano 1998
Fioravanti F, Ruggeri D, Alternative agli estrogeni - Xenia Edizioni, Milano 1999
Pellati R, Cibi e bevande dalla A alla Z - Mondadori Editore, Milano 1990
Perry S, O'Hanlan K, Pronte a cambiare. - Nuova Pratiche Editrice, Milano 1997
Pietta P, Pietta AM, Fitomedicine e nutrienti - Ricchiuto Editore, 1996
Riva E, L'universo delle piante medicinali - Trattato storico, botanico e farmacologico di 400 piante di tutto il mondo - Ghedina&Tassotti Editori, Bassano del Grappa 1995
Watanabe T, Il libro della soia - Edizioni Mediterranee, Roma 1984

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Copyright | Credits Ultimo aggiornamento: 02/10/2008 Tutti i diritti riservati