Cosa intendiamo per menopausa oggi
Come mai adesso si parla tanto di menopausa? Sicuramente perché
l'importanza della donna nella società è aumentata,
e quindi anche la sua consapevolezza del diritto alla salute e l'attenzione
a lei riservata dalla scienza e dalla medicina, ma è indubbiamente
anche aumentata la pura forza numerica della donne in menopausa.
Nel mondo industrializzato la vita media della donna sfiora gli
80 anni (circa 10 in più di quella del maschio), quindi attualmente
essa passa il 40% della sua esistenza in menopausa.
Nel 1850 la vita media femminile era circa 40 anni e all'inizio
del XX secolo circa 55. Allora la menopausa per la maggioranza delle
donne praticamente non esisteva, e per quelle poche che la raggiungevano
rappresentava semmai una sospirata liberazione dalla schiavitù
delle gravidanze.
Attualmente il 20% della popolazione ha un'età superiore
a 50 anni. Se la popolazione e la vita media continueranno a crescere
con lo stesso ritmo, le donne tra i 45 e i 59 anni aumenteranno
del 32% nei prossimi 30 anni, e quelle che hanno superato gli 80
anni del 50%.
Da ciò si capisce come non si possa continuare a considerare
la menopausa un evento naturale ineluttabile, dato che essa è
proprio causata da fenomeni innaturali come l'evoluzione tecnologica
e il progresso sociale.
L'umanità ha cominciato a smettere di essere "naturale"
(o comunque a piegare la natura ai propri bisogni) quando ha scoperto
il fuoco, e la terapia ormonale per la menopausa non dovrebbe essere
considerata più innaturale di un paio di occhiali che permettono
a occhi "naturalmente" miopi di vedere, o di una terapia
antibiotica che salva la vita di un bambino minacciata da microrganismi
naturali come i batteri che hanno causato una polmonite.
La risposta sta quindi in una medicalizzazione intensiva, in modo
da cancellare in tutte le donne il "problema menopausa"?
Allo stato attuale direi di no, sia perché la menopausa è
vissuta in modo totalmente differente da una donna all'altra, sia
perché diversissime sono le condizioni mediche cui ci trova
di fronte, sia perché per ora la scienza medica dispone di
terapie efficaci ma non di rimedi miracolosi universalmente validi.
Probabilmente, la risposta da parte del medico sta nel considerare
che esistono diverse donne, diverse menopause e diverse soluzioni
terapeutiche, evitando di ignorare o banalizzare i sintomi, prendendo
in considerazione gli innegabili vantaggi a breve e lungo termine
della terapia ormonale sostitutiva e nel contempo cercando di non
accanirsi con essa.
Da parte sua la donna deve sapere che i problemi della menopausa
sono risolvibili o evitabili, ma che la terapia potrebbe essere
difficile da individualizzare, che potrebbero esserci degli effetti
collaterali, che comunque i farmaci per la menopausa non sono la
panacea di tutti i mali o l'elisir di giovinezza, e che per ottenere
dei risultati devono essere presi con costanza e per lungo tempo.
Insomma, è probabile che ci voglia un po' di pazienza e di
collaborazione.
Come conclusione alla prefazione vorrei esprimere una speranza,
e cioè che la scienza inventi presto per i maschi qualcosa
di altrettanto efficace della terapia sostitutiva per la menopausa.
Già senza terapia le femmine vivono mediamente 10 anni più
dei maschi, e con la terapia questa differenza diventerà
sempre più grande: sarebbe piuttosto deprimente doversi contendere
i pochi sopravvissuti!
|