Quali esami è opportuno fare in menopausa?
a cura di: dr.ssa
Alessandra Graziottin
Raccogliere la storia clinica (anamnesi) in modo accurato.
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Esami obiettivi:
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Misurazione della pressione arteriosa: le alterazioni bio-chimiche, emotive e vascolari, associate alla menopausa, si traducono spesso in un'ipertensione che va diagnosticata e trattata.
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Esami emato-chimici, ossia esami generali del sangue.
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Esami ormonali: sono a discrezione del ginecologo, a seconda della "fase" climaterica in cui la donna si trova.
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Esame colpo-citologico (pap-test).
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Esame colposcopico: permette di valutare il collo dell'utero con opportune colorazioni e lenti di ingrandimento - è un esame da fare a discrezione del ginecologo.
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Esame citologico dell'endometrio: si prelevano le cellule dall'interno dell'utero, per diagnosticare eventuali situazioni di rischio (iperplasie) o, addirittura, neoplasie allo stadio iniziale.
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Ecografia pelvica, meglio se "transvaginale", ossia con una sonda introdotta in vagina: per monitorare l'apparato genitale interno, in particolare l'endometrio e le ovaie.
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Mammografia
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Mineralometria ossea computerizzata (MOC), per riconoscere una predisposizione all'osteoporosi o l'osteoporosi in atto.
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Esame urodinamico: prescritto a discrezione del ginecologo, se la donna soffre di incontinenza da stress, da urgenza o mista.
N.B.
Dopo il primo check-up completo, gli esami verranno ripetuti con una periodicità che viene valutata a discrezione del ginecologo curante. Per esempio, se la mammografia è normale, può essere ripetuta ogni 2 anni. Lo stesso vale per la MOC che può essere richiesta ogni 3-5 anni, se è nei limiti di norma, purché la donna abbia uno stile di vita adeguato ed effettui una terapia ormonale sostitutiva. |
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