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Perché le donne hanno le vampate?

a cura di: dr.ssa Alessandra Graziottin


Perché le donne in menopausa hanno le vampate? E perché possono essere così fastidiose da rovinare la vita (propria e altrui)? Possiamo curarle bene o dobbiamo lasciare che le donne ne soffrano in solitudine, segregandosi in casa, specie quando sono intense o protratte per anni?

Cosa sono le vampate?
Si tratta di ondate transitorie di calore che iniziano a livello del torace, salgono verso il collo e la testa e sono seguite da una sudorazione profusa.


Chi interessano?
Interessano il 55-70% delle donne con menopausa naturale. Con maggior gravità, ne soffre la quasi totalità delle donne che ha avuto una menopausa chirurgica, dovuta ad asportazione bilaterale delle ovaie, l’ovariectomia, o conseguente alla chemioterapia, come succede nelle donne che sono state colpite da cancro al seno, da linfomi o leucemie in età fertile, o dopo radioterapia pelvica. Il 75% delle donne ne soffre per i primi cinque anni di menopausa, il 20% per dieci-quindici anni, e il 5% - sfortunatissime-  per tutta la vita.


Perché compaiono? 
Nelle donne con menopausa naturale, le vampate hanno un ritmo circadiano, simile al ritmo di variazioni della temperatura del corpo nelle 24 ore, con un picco intorno alle 6.30 del pomeriggio. Ritmo perduto dopo chemioterapia, forse per un maggior danno diretto dell’ipotalamo. La temperatura interna del corpo inizia a  salire circa 17 minuti prima di ogni vampata, e continua a crescere fino al momento in cui la donna avverte soggettivamente un caldo insopportabile. Infine, la fascia di termoregolazione che ha valore zero (“null zone”), che si trova cioè tra la soglia di sudorazione e quella di brivido, è molto più ridotta rispetto alle donne che non hanno vampate.

Tutti questi dati, pubblicati sull’ultimo numero di Menopause, la rivista internazionale più prestigiosa per le ricerche sulla menopausa, indicano che la vampata è dovuta a un aumento della temperatura centrale del corpo, per l’effetto negativo che la carenza di estrogeni, dopo la menopausa, ha sul centro termoregolatore dell’ipotalamo. Questa sregolazione vascolare che non è affatto banale né innocua, come si tende a pensare.

Le vampate sono un disturbo serio, e, a volte, serissimo, quando per frequenza (anche più di venti vampate al giorno), intensità (ondata di calore con successiva sudorazione profusa che richiede un cambio completo del vestiario) e sintomi associati devastano la vita personale e professionale. Quando sono frequenti, infatti, possono alterare completamente il ritmo del sonno per i frequenti rivegli che comportano. Risultato: si alterano le fasi di sonno REM, (Rapid Eyes Movements) in cui i rapidi movimenti oculari, sotto le palpebre chiuse, indicano che si tratta della fase di sonno con sogni, critica per la memoria.

Le donne con più vampate lamentano più rapida e preoccupante perdita di memoria e, secondo qualche studio, avrebbero una maggiore vulnerabilità a sviluppare la demenza di Alzheimer. Di fatto, l’insieme di questi sintomi indica che tutti e tre i maggiori sistemi del cervello soffrono per la carenza di estrogeni.

Ne soffre il sistema neurovegetativo: ed ecco le vampate, l’insonnia, le tachicardie notturne, che hanno la causa prima nella sregolazione dei “set points”, dei punti di omeostasi dell’ipotalamo, la centralina  cerebrale che regola tutti i bioritmi.
Ne soffre il sistema limbico, ed ecco l’aumento di ansia, irritabilità e depressione.

Ne soffrono la corteccia cerebrale e l’ippocampo, stazioni principe della memoria, ed ecco la difficoltà a ricordare i nomi, la svagatezza per gli eventi recenti, il bisogno di annotarsi tutto, la facilità a perdere il filo del discorso.

Qual è la è prima cura?
Ridare al cervello quello che ha perduto, ossia gli estrogeni, in assoluto la terapia più rapida ed efficace, necessaria soprattutto quando le vampate sono gravi e frequenti.
Se gli estrogeni sono controindicati, come nelle donne che hanno avuto tumori della mammella,  gli antidepressivi della famiglia degli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e perfino un antiepilettico, come il gabapentin, usato con successo anche nella terapia del dolore, possono dare miglioramenti significativi.
Movimento fisico regolare, peso corporeo ottimale, con dieta povera di grassi ma anche di spezie, nonché i fitoestrogeni, sostanze vegetali ad azione simil-estrogenica, aiutano a ridurre le vampate nelle forme lievi.
E che fare per le donne che dicono: “Vorrei prendere gli estrogeni ma ho paura, con tutte queste notizie negative!”? Un dato solo: in Italia, adesso, 2004, dopo due anni di terrorismo sulle terapie ormonali, assume queste terapie l’8% delle donne, ma ben il 56% delle donne ginecologhe. In Svezia, il 30% delle donne e il 79% delle donne medico.
Chi ha la competenza per leggere gli studi clinici, e non si fa spaventare dal terrorismo gonfiato dei media, fa queste terapie. E così cancella vampate e malinconie, con soddisfazione e serenità.

   


 

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Copyright | Credits Ultimo aggiornamento: 02/10/2008 Tutti i diritti riservati