Artrosi: perché peggiora dopo la menopausa?
a cura di: dr.ssa Alessandra Graziottin
Che cos'è?
L’artrosi è una malattia degenerativa delle articolazioni. E’ la più frequente malattia articolare.
E’ caratterizzata da una distruzione progressiva delle componenti articolari da cui dipendono i sintomi e i segni che la caratterizzano.
Purtroppo, l’artrosi è (soprattutto) donna: fino ai 50 anni, il rapporto uomini e donne è di 1:1, ossia i due sessi sono colpiti in ugual misura. Dopo la menopausa, lo svantaggio di aver perso sia gli ormoni sessuali, prodotti dalle ovaie, sia il prezioso DHEA, prodotto dal surrene, emerge in tutta la sua forza: le donne sono tre volte più colpite degli uomini: al ginocchio, all’anca e alle mani.
Quali sono i sintomi principali?
- Il dolore, soprattutto alle mani, al ginocchio, alla colonna vertebrale.
- La rigidità, specialmente al mattino appena alzate.
- La progressiva limitazione dei movimenti, fino
all’impossibilità di fare anche le cose più semplici, come mettersi le calze (quando sono interessati l’anca e il ginocchio) o allacciarsi una camicia (quando sono interessate le mani).
- La deformazione dell'articolazione che ci dice come un danno biologico articolare grave sia ormai in atto.
- L'ansia e la depressione l’ansia per la paura di un domani ancora più grigio e doloroso, e la depressione perché la progressiva perdita di autonomia e il dolore sono due pesanti compagni di viaggio mentre si invecchia.
Quali sono i segni principali che il medico rileva con una visita accutata?
- il crepitio all’articolazione
- la riduzione del movimento
- la debolezza muscolare
- il calore articolare (quando la malattia è in fase di accelerazione)
- l’instabilità delle articolazioni
- il gonfiore in sede articolare
- la deformità dell’articolazione stessa
- il dolore alla giunzione articolare.
Purtroppo, l’artrosi è la malattia oggi più trascurata, perché considerata compagna inevitabile dell’invecchiamento. Non è così. Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dedicato il decennio 2001-2010 alla prevenzione e alla cura delle malattie delle articolazioni e delle ossa.
L’artrosi è anche la malattia più diffusa tra i 45 e i 59 anni, dopo le malattie cardiovascolari, nei paesi ad alto reddito, come l’Italia, e la terza, dopo malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, in quelli a basso.
Eppure, per mantenere una piena autonomia di movimento, non basta avere un osso sano: per la qualità della vita e la nostra capacità di autonomia fino a tarda età è essenziale la “competenza motoria” ossia la capacità di muoverci bene, con leggerezza, elasticità ed energia.
Alla competenza motoria concorrono tutti gli organi e le strutture cardinali del movimento: ossa e muscoli, cervello e fibre nervose (che coordinano i movimenti) ma anche le articolazioni –importantissime e così trascurate – con tutto il loro delicato sistema di cartilagini, legamenti, sinovia e liquido sinoviale. La felice salute, anche nella nostra capacità di muoverci, è il risultato del benessere di tutte queste componenti, anche articolari, cui dobbiamo dedicare la stessa affettuosa attenzione.
Si può prevenire l'artrosi?
Si, è possibile fare moltissimo, cominciando proprio da giovani. Specie quando un’artrosi severa presente soprattutto nelle donne di famiglia ci suggerisce che forse abbiamo ereditato dei geni non proprio favorevoli su questo fronte.
Da cosa dipende l'artrosi ?
Da molti fattori, innanzitutto legati a:
-
traumi, accidentali ma anche sportivi, soprattutto quando non si dedica adeguata attenzione a come e dove si fa sport, e alla regolarità dell’allenamento, quando si pretende da un corpo non allenato prestazioni che solo uno sportivo con pratica ginnica regolare potrebbe fare.
- immobilità fisica. Il nostro corpo può compiere circa duemila movimenti: la maggior parte di noi non riesce a farne più di un centinaio. Analfabeti del corpo, tendiamo ad irrigidirci progressivamente in un’armatura di ruggine che danneggia moltissimo proprio le articolazione, predisponendo.
Perché? La ragione è semplice: la cartilagine articolare, che riveste i due capi articolari, non ha vasi sanguigni. La sua nutrizione dipende dall’arrivo di sostanze nutritive e dalla rimozione di sostanze tossiche, attraverso il liquido sinoviale che riempie lo spazio tra i due spazi articolari, comportandosi come un lubrificante-nutritivo. all’artrosi.
La nutrizione è ottimale quando il ricambio del liquido è attivo: e lo stimolo più forte per questo è proprio il movimento. Il movimento migliore: lo stretching, praticato con saggia regolarità, al mattino, appena alzati, anche solo un quarto d’ora ben fatto, completandolo poi la sera, magari con più attenzione a coinvolgere più articolazioni, esercitandosi un po’ più nel week-end.
Per chi non lo ha mai fatto, un manuale utilissimo per cominciare è “Il grande libro dello stretching” di John Syirk, Oscar Mondadori (Euro 8.40). Aggiungendo poi almeno mezz’ora a piedi, di buon passo, o in bicicletta, tutti i giorni, per migliorare la forza muscolare, la densità dell’osso, nonché la capacità cardiovascolare.
- alimentazione appropriata. Quando invece stiamo fermi, il liquido sinoviale si intasa, in un certo senso, di fattori tossici, legati anche ad un’alimentazione inadeguata. Vanno esclusi il caffè, il thé, la carne, l’alcool…Anche per la nostra competenza motoria, un buon stile di vita è il migliore alleato per preservarci più giovani, più elastici, tonici e...felici di vivere.
Perché l'artrosi è donna ?
Tutte le strutture articolari, e la cartilagine articolare nello specifico, sono ricche di recettori per gli estrogeni e gli androgeni. Questo significa che gli ormoni possono essere importanti anche per la salute articolare, in modo diretto e indiretto.
- Diretto, perché il 25% delle donne circa ha un’artrosi galoppante nei primi due anni dopo la menopausa. Si tratta di donne che hanno una forte familiarità per l’artrosi (anche la mamma, la nonna specie materna o altre zie ne sono colpite), in cui l’interessamento tende ad essere generalizzato, con particolare vulnerabilità delle piccole articolazioni.
- Oggi sappiamo che in questo 25% di donne c’è un’alterazione del recettore per gli estrogeni, che sembra rendere queste signore più sensibili alla carenza di estrogeni che consegue alla menopausa.
- Per l’ altro 70% di donne, che ha un’artrosi seria dopo i 65 anni, l’effetto di rallentamento dell’artrosi è più indiretto, perché agisce su più aspetti della competenza motoria, che ci incoraggia a muoverci di più e meglio.
- Gli ormoni mantengono infatti anche un miglior tono dell’umore (che facilità la motivazione anche a muoversi), aiutano il tono muscolare, mantengono un osso più sano, contrastando l’osteoporosi, e un miglior stato anche di legamenti (in quanto anche i fibroblasti, che producono il collagene, lavorano di più e meglio in presenza di estrogeni).
- Ben sei studi epidemiologici e uno studio prospettico (il Framingham) hanno dimostrato che esiste un significativo beneficio nel ridurre la progressione dell’artrosi, che è massimo (con riduzione della progressione dell’artrosi del 60%) per le donne che sono in terapia ormonale attuale.
- Il beneficio tende a perdersi con il passare degli anni dopo la sospensione della terapia ormonale, come succede del resto anche per gli altri benefici legati alla terapia ormonale.
Come si previene e si cura l'artrosi?
In sintesi: tre grandi aiuti per mantenere al meglio la nostra agilità, anche articolare, rallentando l’artrosi e le altre patologie che ci rovinano la vita.
- stili di vita appropriati, con movimento fisico regolare, (stretching in pole position), alimentazione sana (limitare al minimo i formaggi stagionati! e gli eccitanti come caffè, thé etc) e peso corporeo normale per la statura;
- terapia medica
a) fisioterapia, per recuperare la capacità di muoversi in modo adeguato, se l’articolazione non è ancora lesa in modo irreversibile (ecco perché la prevenzione è essenziale);
b) terapia ormonale personalizzata, soprattutto per le donne in postmenopausa, che abbiano in particolare una familiarità per l’artrosi, se non vi sono controindicazioni su altri fronti;
c) farmaci curativi specifici che forniscano all’articolazione le sostanze di cui ha bisogno per la…manutenzione. La glucosamina solfato (1500mg –una bustina – al dì, per bocca, per anni) che le cellule della cartilagine utilizzano per riparare i danni e sintetizzare sostanze uutili come i proteoglicani. L’acido jaluronico che viene invece iniettato dal medico nell’articolazione in crisi e che ha un’ottima funzione perché agisce, diciamo così, sia da lubrificante, sia da fattore di nutrizione.
d) farmaci sintomatici, tra cui gli analgesici e anti-infiammatori, ibuprofene, aspirina, e i corticosteroidi ( da limitare al masimo)
- terapia chirurgica che va riservata ai casi gravi e invalidanti, in cui la mobilità articolare è definitivamente perduta e in cui viene sostituita l’articolazione interessata.
DOMANDE & RISPOSTE
D.Lo sport eccessivo o la ginnastica possono favorire l'artrosi?
R. Sì, come conseguenza sia di macrotraumi, con fratture o distorsioni gravi, sia di microtraumi cronici delle articolazioni (piedi, ginocchia e anca sono i più maltrattati). Può essere molto dannoso il jogging sull’asfalto, specie se l’articolazione ha già subito altri danni, se le scarpe non sono super tecniche, e/o se la postura non è ben bilanciata.
In seconda posizione, per i microtraumi sportivi, stanno spalla, gomito e polso nei tennisti, specie quando lo sport viene praticato senza allenamento e senza stretching prima e dopo l’esercizio fisico.
Se invece lo sport viene praticato con adeguato allenamento, e con lo stretching, prima e dopo l’esercizio fisico, è invece utilissimo: la sinovia, che riveste i capi articolari, non ha vasi e viene nutrita dal liquido sinoviale, che si rinnova con più efficienza durante il movimento. Ecco perché il movimento articolare, fatto con saggezza, è il primo amico della salute e della longevità articolare.
D. La menopausa precoce può favorire l'artrosi?
R. Sì, soprattutto se si associa a familiarità per questa malattia. Una terapia ormonale ben fatta può ritardare l’invecchiamento di tutte le strutture preposte alla salute dell’articolazione e al movimento. Il movimento quotidiano – in particolare lo stretching per mettere in moto con dolcezza muscoli e articolazioni – è indispensabile per mantenere la elasticità muscolare e articolare.
Movimento quotidiano e cure ormonali vanno integrati con cure specifiche, sia fisioterapiche, sia farmacologiche, quando si passi dalla prevenzione alla cura dell’artrosi già in atto.
|