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Menopausa precoce: che fare?

a cura di: dr.ssa Alessandra Graziottin

Come si manifesta la menopausa precoce?
I sintomi possono essere diversi e difficili da decifrare. Soprattutto perché l'età non è "quella": per ben il 5,3% delle donne italiane, infatti, la menopausa può arrivare prima dei quarant'anni!

  • A volte spontaneamente: si parla in tal caso di menopausa precoce spontanea.
  • A volte come conseguenza di cure mediche: in tal caso si tratta di una menopausa iatrogena, in conseguenza di interventi chirurgici di asportazione bilaterale delle ovaie, in caso di endometriosi, di cisti dermoidi bilaterali, o di tumori, oppure di danno dell'ovaio da chemioterapia, e/o da radioterapia pelvica, per la cura di tumori maligni.

Quali sono i sintomi della menopausa precoce spontanea?
Nelle forme spontanee, l'inizio può essere molto insidioso:

  • A volte la prima avvisaglia sta nei disturbi del sonno: risvegli frequenti, precoci, un senso di spossatezza, come se la magia di una buona dormita fosse perduta per sempre.
  • Oppure nei disturbi dell'umore: una malinconia sottile si insinua nei nostri giorni, ci sentiamo più irritabili, più nervose, soprattutto prima delle mestruazioni.
  • Altre volte sono le tachicardie notturne a preoccuparci: quello svegliarsi di soprassalto, con il cuore a mille, a volte persino con un senso di angoscia: "Sarà stato un incubo" si pensa. Se il disturbo si ripete, si va dal cardiologo: raramente si pensa ad una causa ormonale.
  • Per molte, invece, sono il peso e la forma del corpo a dire che qualcosa di importante sta cambiando: a volte anche prima dei 35, ci accorgiamo che si fa più fatica a mantenere il peso. Che si ingrassa con più facilità. E, orrore, che quel chilo in più è andato tutto sulla pancia e sul punto vita. E, rabbia, tante rughe in più.
  • E il desiderio? "Nebbia in val padana", smarrito, perduto. Come se tutto il gusto che si provava nel far l'amore si fosse appannato.
  • Per molte donne, invece, le bizze del ciclo sono il primo segnale di allarme. Il ciclo si accorcia (polimenorrea) e la mestruazione può arrivare anche ogni venti giorni.
    Non solo, ma anche la quantità del flusso può aumentare, insieme con la durata, fino a causare, a volte, vere emorragie (metrorragie)
    Il segnale più univoco però è un altro: il ciclo che salta per un mese intero (chiaro, se non c'è una gravidanza di mezzo, o un fortissimo stress). Proprio questo segno può essere drammatico per molte donne che hanno a lungo rimandato la prima gravidanza: magari intorno ai quaranta il sospirato "ritardo" non è il segno dell'arrivo della desiderata cicogna ma di un iniziale esaurimento ovarico. Uno shock, per moltissime donne che mentalmente si sentono trent'anni, anagraficamente ne hanno quaranta o meno e, biologicamente, si trovano a fare i conti con un livello ormonale da cinquantenne o più.

Quali sono i sintomi della menopausa precoce iatrogena?
Lo shock può essere anche più intenso, se la menopausa compare in conseguenza di cure mediche (iatrogena) anche per la giovane età che molte di queste donne hanno: basti pensare alla terapia dei linfomi di Hodgkin o delle leucemie. In positivo, la chemioterapia ha portato la sopravvivenza al 70-80% a cinque anni. Ma il costo è la perdita dell'attività dell'ovaio nell'ottanta per cento di queste ragazze, con una menopausa, quindi, che può arrivare anche prima dei vent'anni. E' essenziale allora una terapia ormonale sostitutiva, davvero su misura, per recuperare appieno l'equilibrio ormonale perduto.

Quali sono le cause della menopausa precoce spontanea?
Nei due terzi dei casi è "sporadica", occasionale, nel senso che non vi sono vulnerabilità genetiche specifiche. Le cause restano per lo più misteriose: si parla di "idiopatica" in tal caso, per dire che la causa resta di fatto sconosciuta.

In un terzo dei casi di menopausa precoce spontanea la causa è genetica, familiare: attenzione dunque all'età in cui sono andate in menopausa la mamma, la nonna o una sorella maggiore.

Come si fa la Diagnosi?
Un dosaggio ormonale può dirci come sta andando il nostro orologio biologico: il medico richiederà un dosaggio plasmatico (con un semplice prelievo di sangue) dell'ormone FSH (Follicle Stimulating Hormone, ormone follicolo stimolante). Attenzione: i giorni migliori per fare il prelievo, e avere una risposta affidabile, sono il 5° del ciclo, se c'è ancora qualche mestruazione (contando come primo il giorno in cui compare la mestruazione) o il 6°, se il quinto cade di domenica. Se la donna non ha più mestruazioni, qualsiasi giorno può andar bene. Altri esami utili, se si vuol fare qualcosa di più del minimo, sono il dosaggio, sempre nel sangue, degli estrogeni (17beta estradiolo): un livello al di sotto di 30 picogrammi /ml ci dice che la comparsa di un flusso è poco probabile; sotto i 20 pg/ml, che l'ovaio ha esaurito le scorte di follicoli e non produce più estrogeni.

Perché l'ormone FSH è un indicatore della menopausa precoce?
Quest'ormone è prodotto dall'ipofisi, una ghiandola preziosa che si trova nel cervello e che regola la produzione ormonale dell'ovaio. Quando il valore dell'FSH sale sopra 30 mU/ml significa che l'ovaio fa più fatica a rispondere agli stimoli ormonali, e che quindi la menopausa è in arrivo: non necessariamente il mese dopo, perché l'intero processo può essere appena iniziato. E in tal caso possono esserci ancora un anno o due di produzione ormonale irregolare, prima che l'attività ovarica cessi del tutto o quasi.

È vero che la menopausa riduce anche un altro ormone prezioso, il DHEA?
Sì: quest'ormone (la sigla significa Deidroepiandrosterone) è prodotto dal surrene. Si riduce con l'età (2% l'anno dopo i 30 anni) con una brusca riduzione, del 50-60%, con la menopausa. È importante, perché è un indicatore di sano invecchiare. Chiaro che se la menopausa è precoce, va valutato se anche quest'ormone non sia alterato, perché questo può spiegare una parte di sintomi (debolezza generale, ridotta energia vitale, perdita di tono muscolare, perdita di concentrazione e di memoria) non sempre riconducibili al solo esaurimento dell'attività dell'ovaio.

Qual è la cura?
Senz'altro una terapia ormonale sostitutiva, davvero personalizzata, che tenga conto della giovane età, del bisogno di risentirsi giovani e in forma, anche dal punto di vista sessuale. E di ritrovare l'equilibrio perduto, sia fisico, sia emotivo.

  • Nella fase di transizione, quando il ciclo è presente ma molto irregolare, molti ginecologi prescrivono una terapia contraccettiva: una scelta corretta, che tiene conto del bisogno di evitare concepimenti indesiderati, se la donna non vuole altri figli, del desiderio di avere un ciclo prevedibile e regolare, e di attenuare molti dei sintomi che la fase di transizione comporta. In alternativa, l'assunzione di progesterone nella seconda metà del ciclo, dal 15° al 26° giorno, può essere sufficiente a modulare le irregolarità mestruali, se queste sono il sintomo principe: ma attenzione, il progesterone NON è contraccettivo.
  • A menopausa arrivata, una terapia ormonale ciclica, che consenta di riavere la mestruazione, è in genere la più gradita, scegliendo la via di somministrazione più congeniale e discreta: nessuna giovane donna ama dichiarare, o far capire, di essere già in menopausa! Spray nasali, gel cutanei o compresse sono le formulazioni preferite. I cerotti, ottimi in sé, sono in genere però preferiti dalle donne dai cinquanta in su.

Perché si ingrassa proprio sulla pancia e sul punto vita?
La ragione più accreditata è che vi sia un'alterazione del metabolismo degli androgeni, gli ormoni maschili prodotti dall'ovaio, dal surrene…e dal tessuto adiposo. Una buona terapia ormonale sostitutiva, che consideri anche gli androgeni, unita a un'alimentazione sana e regolare, movimento fisico aiuta a mantenere la forma del corpo…di una ragazza, a dispetto della menopausa e dell'età.

È vero che la menopausa, anche precoce, può facilitare l'artrosi?
Si, la menopausa non è solo nemica della salute dell'osso, causando osteoporosi. Ma della salute di tutto il nostro sistema motorio. Perché, ed è un'altra scoperta recentissima, tutte le componenti delle articolazioni hanno recettori per gli estrogeni: la loro carenza accentua i processi di invecchiamento, come succede in tutti gli organi dopo la menopausa. Per questo il 25% delle donne, proprio in coincidenza della menopausa, anche precoce, nota la comparsa di fastidiosi dolori articolari. Dolori alle mani, alle ginocchia, alla schiena: i primi segni dell'artrosi. Una malattia degenerativa delle articolazioni che colpisce soprattutto le donne, dopo la menopausa: il rapporto tra donne e uomini sale infatti a 3:1, ossia le donne sono tre volte più colpite. Certo, esiste una predisposizione familiare: dovuta all'alterazione del gene che codifica i recettori per gli estrogeni, come dimostrato da uno studio giapponese.

Come si cura l'artrosi che si manifesta in menopausa?
Una terapia ormonale ben fatta può rallentare non solo l'osteoporosi, ma anche l'artrosi, soprattutto nella forma che esplode in menopausa. Se poi si vuole agire specificamente sulle cartilagini, un'integrazione terapeutica con glucosamina solfato si è dimostrata utile a rallentare anche il loro invecchiamento, critico nell'artrosi. Attenzione: le più attente tra le donne in menopausa precoce notano che, a parità di sport, i muscoli hanno meno tono! E hanno ragione: perché adesso sappiamo che anche i muscoli hanno i recettori per questi ormoni. E abbiamo le prove scientifiche che la terapia ormonale, da sola, migliora tono, trofismo e competenza muscolare. Ancora meglio se in sinergia con il movimento fisico. Se la perdita di tono muscolare è un problema, la terapia ormonale dovrebbe prevedere la scelta di ormoni progestinici che aiutino anche questo aspetto della salute, dell'immagine di sé e della qualità della vita. Una ragione in più per fare una terapia ormonale ben fatta, per recuperare e mantenere davvero la musica del corpo, fisica e psichica.

 

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Copyright | Credits Ultimo aggiornamento: 02/10/2008 Tutti i diritti riservati