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Cromo

Solo di recente, come per molti oligo-elementi, si è compresa a pieno l’importanza del cromo, presente nel nostro organismo in piccole quantità, nell’ordine dei microgrammi. Il cromo è un oligoelemento essenziale, cioè indispensabile per la vita, coinvolto nel metabolismo degli zuccheri e dei grassi. È presente soprattutto nella pelle, nel cervello, nei muscoli, nel fegato, nel tessuto adiposo, e nelle ghiandole surrenali e in altri tessuti.

Come viene assimilato il cromo?
E’ importante dire subito che non è facile assimilare il cromo: si calcola che mediamente solo l’1.4% del cromo inorganico che mangiamo venga assimilato.  La forma che viene maggiormente assorbita è quella di cromo trivalente. L’assorbimento è condizionato sia dallo stato di nutrizione dell’organismo, sia dalla quantità dell’oligoelemento nella dieta. C’è da aggiungere che la raffinazione dei cereali toglie proprio la parte di cromo che ci sarebbe indispensabile, una parte che approssimativamente, secondo i più recenti studi dovrebbe essere superiore almeno ai 50-70 microgrammi al giorno. Naturalmente, quando si dice che dovremmo ingerire tale quantità ogni giorno, si calcola l’equilibrio tra l’eliminazione quotidiana e la parte che si riesce ad assimilare.

Il fabbisogno raccomandato
Non esiste un test che stabilisca con esattezza il livello del cromo nei nostri tessuti. La mancanza di metodi sicuri per valutare lo stato di nutrizione in cromo (livello nel sangue, nei capelli, nelle urine etc.) rende più difficile una stima esatta del nostro fabbisogno giornaliero.

Livelli di cromo generalmente consigliati.

CROMO almeno 50-70 microgrammi/die

Questi livelli, tuttavia, sono ancora piuttosto discussi e differenti in base alla fonte e al paese di riferimento. Secondo molte fonti i livelli consigliati sarebbero compresi tra 50 e 200 microgrammi al giorno.

In ogni caso, diversi studi hanno sottolineato che molte diete, contengono meno del 60% dell’apporto minimo giornaliero consigliato per il cromo. Un consumo insufficiente di cromo porta a sintomi e segni che sono simili a quelli osservati nei pazienti diabetici e cardiopatici.

Gli alimenti che apportano cromo
Il fatto che il cromo sia presente soprattutto nel lievito secco, nelle farine integrali, nel pepe nero, nel fegato, nel germe di grano etc ed assente dalla farina bianca e dal latte scremato, può fare capire facilmente quanto scarsa possa essere l’assunzione di cromo nei paesi industriali.

Fonti più abbondanti di cromo:

  • Fegato
  • Cereali integrali
  • Lievito di birra (lievito secco)
  • Tuorlo dell’uovo
  • Pepe nero e verde
  • Erbe aromatiche
  • Mele
  • Broccoli

    In minore misura:

  • burro, formaggi
  • ostriche
  • manzo
  • scampi
  • grano

I cibi ricchi in zuccheri semplici come il fruttosio (che si trova anche nelle bibite analcoliche) e il saccarosio (lo zucchero da tavola) non soltanto hanno un basso contenuto di cromo, ma ne aumentano l’eliminazione.

Gli stress quotidiani a cui tutti siamo sottoposti così come gli stress associati all’età che avanza aumentano le richieste di cromo. D’altra parte diete molto ricche di zuccheri semplici oltre all’allattamento, all’insorgenza di infezioni, attività fisica troppo intensa, esagerata o prolungata possono impoverire le scorte di cromo dell’organismo.


Il cromo si riduce con l’età
Un’altra considerazione scientifica recente, degna di rilievo, è che con l’avanzare dell’età vi è un declino progressivo del contenuto di cromo nei tessuti.
I soggetti anziani hanno un maggiore rischio di sviluppare deficit di minerali traccia come il cromo a causa delle modificate abitudini e richieste alimentari, delle variazioni fisiologiche correlate all’invecchiamento, dell’assunzione di terapie farmacologiche, delle eventuali malattie croniche concomitanti che possono portare od essere associati a un maggior consumo di minerali traccia o ad una loro maggiore eliminazione. Il nostro organismo perde cromo anche in condizioni di stress psico-fisico intenso. Una dieta ricca di carboidrati, come è spesso quella della donna in postmenopausa, è povera di cromo.

Cromo, dieta ed attività fisica
Sempre più enfasi viene data dagli esperti sulla relazione sinergica tra un’alimentazione corretta e una moderata attività fisica per assicurarsi benessere e salute. A questo riguardo, sta crescendo anche la consapevolezza del ruolo benefico svolto da alcuni minerali, tra cui il cromo, nel mantenimento di un buon stato di salute, in particolare nella donna in postmenopausa.


Il cromo ha un debole per l’insulina ….
Numerosi studi hanno documentato che una delle principali funzioni del cromo è quella di favorire l’equilibrio degli zuccheri nel sangue, ottimizzando l’azione dell’insulina. Una dieta carente di cromo favorisce un innalzamento degli zuccheri nel sangue quasi immediato, anche se, di per sé, il cromo non è un agente ipoglicemico e diventa attivo solo in presenza di insulina.

Come agisce sull’insulina?
Si pensa che il meccanismo d’azione sia duplice: da un lato si osserva un aumento del numero di recettori per l’insulina, in particolare sulla superficie delle cellule adipose. Il recettore dell’insulina è presente pressoché su tutte le cellule, ma la sua concentrazione varia da circa 40 recettori per cellula (globuli rossi) a più di 200.000 recettori negli adipociti e nelle cellule del fegato. Il cromo determina, inoltre, un aumento della sensibilità recettoriale all’insulina, ovvero della capacità del recettore dell’insulina di interagire con l’ormone stesso. Il glucosio circolante può entrare più facilmente nelle cellule bersaglio, migliorando il controllo della glicemia.
Diversi studi condotti su soggetti con intolleranza al glucosio, diabetici o con problemi cardiaci o cardiovascolari, anziani, donne con diabete gravidico hanno documentato che un’adeguata integrazione con cromo migliora la tolleranza al glucosio.

… ed entra in gioco anche nel metabolismo di grassi e proteine
Tra le altre funzioni del cromo vi è quella di concorrere a tenere basso il livello di lipidi nel sangue. Non sono, tuttavia, ancora ben chiari i meccanismi alla base di questa attività. Secondo alcuni autori il cromo favorirebbe l’aumento del colesterolo buono (HDL-col), ma sono necessari studi più ampi per definire meglio tale attività.


BIBLIOGRAFIA CONSULTATA

Libri e siti

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Copyright | Credits Ultimo aggiornamento: 02/10/2008 Tutti i diritti riservati