Frasi tipiche nel comportamento alimentare di tipo anoressico e bulimico

Autostima

"Non finirà mai questa dipendenza dal cibo"

"Ce la farò?"

"Mi sento come una drogata del cibo"

"Mi sento come se fossi dentro qualcosa che è più forte di me"

"Mi faccio schifo"

"È un circolo vizioso"

 

Cosa nascondono queste affermazioni »
Prova a fare così »
Per saperne di più »

Cosa nascondono queste affermazioni
Queste sono frasi ricorrenti che nascondono un problema di autostima, di assertività e di identità personale.

L'autostima è un insieme di giudizi positivi che ognuno sente di poter esprimere con obiettività verso la propria persona. È quasi sempre il frutto di conferme che genitori, insegnanti o altre persone che hanno svolto un ruolo significativo, hanno trasmesso a ciascuno durante l'infanzia e l'adolescenza. Da qui, per molti nasce il bisogno di un lavoro personale di mantenimento di una sana autostima. Per molti invece nasce l'esigenza non solo di farla crescere, ma addirittura di costruirla. Questo fattore determina con certezza il comportamento assertivo, in quanto, avendo una buona autostima è più facile ritenere di avere diritto di manifestare idee, sentimenti, emozioni e bisogni. Assertività significa essenzialmente affermare se stessi in modo adeguato ai contesti e alle situazioni senza ansia, aggressività o sensi di colpa. Riuscire ad esprimersi cercando di ottenere ciò che si desidera, rispettando però gli altri nei loro diritti. Se l'autostima serve per rendere tutto ciò più facile, fare dell'assertività uno "stile di vita" aumenta l'autostima, migliora i rapporti con gli altri e semplifica la vita. Identità personale significa attribuirsi un valore positivo. Stare bene con se stessi e avere fiducia in sé aiuta a riconoscersi nella propria identità personale, accettandola ed amandola. Tutto ciò serve anche a prevenire i disturbi alimentari, che invece partono e si sviluppano proprio per carenze di questo tipo.

 

Letture consigliate

Steinem, Autostima, Rizzoli

Bandura Erickson, Senso di autoefficacia. Aspettative su di sé e di azione

E. Fromm, Fuga dalla libertà, Oscar Mondadori


Prova a fare cosi!
Fai un piccolo programma giornaliero. Prova a scrivere:

  • Cosa vuoi fare
  • Cosa ti piacerebbe fare
  • Cosa devi fare

Una o due cose al massimo, per punto. Alla sera sbarri con un sì le cose che hai rispettato e riporti alla scaletta di domani le cose che non sei riuscita a fare. Se hai portato a termine il programma "gioisci" e non banalizzare, grandi cambiamenti iniziano da piccoli passi e si consolidano giorno dopo giorno.

Per saperne di più



Immagine corporea

"Non mi guardo mai"

"Non voglio che mi vedano"

"Ero un’altra persona"


Cosa nascondono queste affermazioni »
Prova a fare così »
Per saperne di più »


Cosa nascondono queste affermazioni
Da queste affermazioni traspare il concetto di immagine corporea.
Il concetto di immagine corporea racchiude ciò che una persona percepisce di sé come corpo ed il rapporto che si instaura con esso. Spesso durante i disturbi alimentari le persone si vedono in modo diverso da come le vedono gli altri. Nutrono nei confronti del loro corpo sentimenti di astio e rancore. Provano rabbia nel non essere come vorrebbero. Non si lasciano facilmente avvicinare, neppure da gesti affettuosi se questi comportano un contatto fisico. L’immagine corporea migliora in modo direttamente proporzionale al risolversi della patologia, anche se in molti pazienti rimane la paura di ingrassare.

Letture consigliate

Watzlawich, Istruzioni per rendersi infelici, Feltrinelli

S. Argentieri, S. Rossini, Fatica di crescere, Positive Press

J. Rodin, Trappole del corpo, Oscar Mondadori

Prova a fare cosi!

  • Scrivi un elenco di dieci aggettivi qualificativi sulla tua persona in tre minuti.
  • Cerca in te le cose che ti piacciono ed inizia ad apprezzarle.
  • Esprimi verbalmente un apprezzamento nei tuoi confronti e non perdere questa abitudine.
  • Guardati allo specchio e instaura con esso un rapporto sereno, non evitarlo. Cerca di vincere l’ansia che ti assale, e scoprirai che basteranno pochi secondi al giorno per accettarsi di più.

Per saperne di più



Rapporto con il cibo

"Gli altri non capiscono"

"Ho iniziato con una banale dieta……poi tutto è scivolato"

"Passo dal vuoto emozionale al caos"

"Mi vedo grassa"

"Ho il ventre gonfio"

"Vomitare mi permette di mangiare e di non badare al peso"


Cosa nascondono queste affermazioni
Prova a fare così
Per saperne di più

Cosa nascondono queste affermazioni
Da queste affermazioni si evidenziano quali sono i problemi del complesso rapporto con il cibo.
Le persone mangiano perché:

  • hanno fame --> necessità organica

  • hanno voglia di mangiare --> necessità emozionale --> fame di cibo= fame d’amore

  • è ora di farlo --> condizionamento

Se si inizia a mangiare per mettere a tacere i problemi e gli affanni, per paura o per dolore, si innesca un processo che dà origine non solo a cattive abitudini ma ad una catena, molto solida, di anelli difficili da spezzare che rafforzano il problema della patologia alimentare. Sul cibo influiscono fattori economici, abitudini, tabù, avvenimenti esterni, stress e fattori culturali. Si può quindi meglio comprendere il perché del dilagare di questi disturbi.

Nel rapporto con il cibo è indispensabile mantenere e riconoscere i segnali proprioccettivi di fame e di sazietà per un’ottimale regolarizzazione dell’alimentazione. Occorre sapere e ricordare che in questo delicato rapporto esistono diversi segnali:

Digestivi e metabolici: contrazione allo stomaco, crisi ipoglicemica.

Sensoriali: nascono dalla piacevolezza del cibo e dalle caratteristiche che il cibo possiede nel suo aspetto, colore, odore e gusto.

Cognitivi: il comportamento alimentare dipende per lo più da ciò che pensiamo di sapere sui nostri bisogni nutrizionali.

Emotivi: determinano il desiderio o il rifiuto del cibo, in modo decisamente lontano da logiche metaboliche.

Letture consigliate

R. Goekel, Donne che mangiano troppo, Feltrinelli

R. Norwood, Donne che amano troppo, Feltrinelli

S. Forward, Il senso di colpa, Oscar Corbaccio

N.Branden, Le donne e la stima di sé, Corbaccio

C. Pinkola Estes, Donne che corrono coi lupi, Frassinelli

Prova a fare cosi
Considerando che il problema nei rapporti con il cibo è l’oscillazione tra le molteplici emozioni che ne scaturiscono:

  • Prova ad elencare quali sono i vantaggi nel continuare a mangiare come mangi e quali gli svantaggi.
  • Prova a considerare quali potrebbero essere i vantaggi nel cominciare a cambiare qualcosa.
  • Non chiederti troppo.
  • Fai programmi con piccoli passi quotidiani (es. se senti urgente il bisogno di abbuffarti non chiederti di negare questo impulso, ma cerca di dimezzare l’abbuffata buttando via un po’ del cibo che vorresti consumare).
  • Cerca di masticare e non di deglutire, durante l’abbuffata.
  • Fai ogni cosa che ti viene in mente e che può servire a modificare il rituale in senso costruttivo per la tua salute, andrà bene!

Per saperne di più